IMPORTATORE UNICO PER L'ITALIA

Presso il Polo Universitario di Monaco di Baviera in Germania alcuni anni fa è stato condotto uno studio molto approfondito per verificare quali siano le metodologie migliori di lavaggio delle autovetture, allo scopo di aver garantito il perfetto mantenimento nel tempo delle vernici e, insieme, chiarire alcuni aspetti che la stragrande maggioranza degli automobilisti non conoscono.
Moltissimi di loro, infatti, sono ancora convinti che il lavaggio dell'auto eseguito con i moderni portali o tunnel (dotati di alta pressione e spazzole in materiali anti-graffio) arrechi dei danni alle superfici verniciate, mentre il lavaggio a mano sia particolarmente delicato nei loro confronti.

Questa ricerca, mediante numerosi test sperimentali, ha invece dimostrato l'esatto contrario: è proprio il lavaggio manuale a creare i maggiori problemi, innescando in tempi piuttosto brevi delle micro-fratture nelle vernici.
Ad un esame microscopico risultano essere ben visibili i crateri ed i solchi profondi, che si sono manifestati dopo alcuni lavaggi su due tipi diversi di carrozzeria (figura n. 1 e 2):

Le insidie connesse al lavaggio manuale sono sostanzialmente legate agli strumenti di pulizia (spugne, guanti da lavaggio, spazzole, etc.) , i quali, anche se visivamente sembrano ben puliti, in realtà trattengono parecchi microgranuli e residui di sporcizia, che si accumulano durante le fasi di lavoro e che un semplice veloce risciacquo non riesce a rimuovere mai completamente.

Inoltre, durante il lavaggio a mano dell'auto, non viene mai utilizzata, insieme all’azione meccanica, una quantità sufficiente d’acqua per evitare che lo strumento di lavoro abbia un effetto abrasivo nei confronti delle vernici.

Nell’impianto di autolavaggio la situazione è decisamente diversa: grandi flussi d’acqua e setole dal profilo speciale fanno sì che venga effettuata una pressione costante nell’asportazione dello sporco, il quale viene rimosso in modo graduale e senza arrecare danni.

Dopo 25 cicli in un impianto automatico (equivalenti a circa due anni di periodico lavaggio dell’auto), con l’applicazione regolare di una cera protettiva, la vernice si presentava ancora liscia ed uniforme.

La figura n. 3 mostra al microscopio una carrozzeria dopo 25 lavaggi manuali (una ragnatela di graffi e solchi profondi!), la figura n. 4, invece, la stessa carrozzeria dopo 25 cicli di lavaggio in un impianto automatico (la vernice risulta essere “consumata” solo in modo lieve e decisamente uniforme).

In sintesi, milioni di automobilisti devono probabilmente ricredersi e farsi convinti che lavare a mano significa "rovinare" progressivamente le vernici delle carrozzerie.

E’ quindi decisamente meglio pulire periodicamente l’auto in un impianto di lavaggio automatico, il quale limita nel tempo il logorio della carrozzeria, soprattutto con l’applicazione di cere protettive, che la difendono dalle aggressioni chimiche ed atmosferiche.

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